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La Germania Non Rispetterà Gli Obiettivi Europei Del 2020

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La Germania ha emesso più gas serra nel 2016 che nel 2015

Nonostante l’Energiewende, il piano di transizione energetica tedesco non viene particolarmente rispettato, rendendo difficile seguire i piani europei per il 2020.

Infatti l’UE vuole che ogni stato, alla fine di questo triennio, produca almeno il 20% dell’energia da fonti rinnovabili e riduca del 20% le emissioni. L’Italia ha già raggiunto il primo risultato, la Germania pare andare nella direzione opposta sul secondo.

Dalle 902 milioni di tonnellate di gas emesse nel 2015, a fine 2016 risultano essere 906. Anche se l’aumento è irrisorio in proporzione, Berlino si era impegnata di ridurre i gas serra del 40%.

Come? Con una strategia nelle rinnovabili e nei trasporti, anche se proprio questi ultimi paiono aver contribuito maggiormente all’inquinamento atmosferico tedesco.

Infatti le immatricolazioni dei veicoli privati sono aumentati, il trasporto di merci è incrementato e le tonnellate di CO2 aggiunte sono 5,4.

Un vero peccato perchè in altri settori i risultati sono al contrario molto positivi.

Infatti il mix energetico è arrivato a quasi un terzo di rinnovabili, mentre continua l’uscita dal nucleare che nel 2022 dovrebbe arrivare a quota 0%.

Ma proprio questa scelta va a ridurre i risultati ottenuti, aumentando la temporanea dipendenza da carbone e lignite, che costituiscono il 40% delle fonti energetiche.

Riguardo al carbone le stime del governo sono successive al 2040. Rimarrà quindi una fonte usata ancora per molti anni, causa la sua disponibilità, economicità, e il grande numero di posti di lavoro che crea.

In vista delle future elezioni in autunno, quindi, Berlino tace a riguardo, per non inimicarsi gli elettori e non rischiare su un tema delicato e complesso come quello energetico.

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