il futuro dell'energia

La grande transizione energetica

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Il World Energy Congress 2016 si concentra su due aspetti futuri dell’ambito energetico

Il 23° WEC si è svolto questa settimana a Istanbul e ha presentato Il World Energy Scenario 2016. Dopo 3 anni di studi si prospettano tre possibili scenari energetici del futuro, inteso come anno 2060.

  • Jazz Moderno
  • Sinfonia incompleta
  • Hard Rock

Quali sono gli scenari energetici futuri?

Con la prima similitudine si descrive lo scenario dove è il mercato stesso a fornire per vie imprenditoriali l’accesso all’energia a basso costo tramite l’innovazione tecnologica.

La sinfonia incompleta invece descrive un approccio governativo alla questione, il più incisivo, che tramite la coordinazione politica dei vari stati del mondo permetterebbe una pianificazione a lungo termine e la salvaguardia del clima planetario.

Nell’ultima invece si descrive uno scenario frammentato, locale, dove si cerca sicurezza energetica senza però scendere a compromessi globali, politici o economici.

scenari sulle emissioni entro il 2060

Quali sono le certezze sul futuro?

Il congresso è concorde su tre realtà:

  • il fabbisogno energetico aumenterà la sua crescita
  • il fabbisogno energetico fossile globale aumenterà fino al 2030
  • solare ed eolico saranno le rinnovabili più usate

Anche idroelettrico e nucleare cresceranno ma in modo meno uniforme rispetto alle prime due.

Il carbone raggiungerà il picco nel 2020, ma se Cina e India decideranno di continuare a sfruttarla come risorsa energetica potrebbe rimanere una fonte ampiamente sfruttata fino al 2040.

Questa proiezione ci porta quindi inevitabilmente ad un inquinamento in aumento fino al 2030, ma ciò che si nota è che la sua crescita è rallentata dalle rinnovabili, per quanto crescita rimanga.

Qual è quindi il futuro energetico?

Lo scenario non è quindi dei migliori, ma le proiezioni sui decenni sono spesso inaffidabili.

Nulla vieta alla scienza e alla tecnologia di domani di trovare una nuova risorsa rinnovabile, che unitamente allo sforzo politico mondiale e alla crescita imprenditoriale riprendano le redini dell’inquinamento e del surriscaldamento.

Come si dice, la speranza è sempre l’ultima a morire.

 

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