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Project Ara: il telefono modulare di Google

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Project Ara: personalizzazione estrema dell’hardware


Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Project Ara è un progetto nei cantieri tecnologici di Google, dove decine o forse centinaia di ingegneri e sviluppatori brillanti si uniscono per evolvere l’ormai banale concetto di smartphone, almeno secondo loro, per creare il primo smartphone modulare, aggiornabile e modificabile dagli utenti.

Dall’avvento degli smartphone l’evoluzione del software ha fatto passi da gigante, portando con se gli store di applicazioni che permettono una personalizzazione estrema mai vista prima. C’è chi lo riempie di giochi, chi ci mette applicazioni per lo sport, per le avventure in mezzo ai boschi, chi usa principalmente i social, chi invece utilizza applicazioni per la modifica di documenti, e così via. Man mano sempre più funzioni sono diventate standard, soprattutto dalla nascita del cloud, ma il lato espansionistico e innovativo del settore ha iniziato a rallentare attorno al 2012-14.

L’IoT, la seconda novità per il mondo mobile

Nascono così le Internet of Things, oggetti hardware che connessi a internet e quindi anche ai propri smartphone tramite apposita app, che aprono lo smartphone a nuove interessantissime e quasi illimitate possibilità. Centinaia di StartUp nascono ogni giorno con progetti di questo genere, dallo smart bed con temperatura controllabile dallo smartphone (e molto altro) all’umidificatore smart che tiene traccia di tutti i dati sull’app, al collare per cani smart che vi informa del suo stato di umore e vi garantisce di non perderlo mai di vista (e molto altro), ai piccoli gps attaccabili alle chiavi o al cruscotto, per sapere sempre dove si trovano direttamente dallo smartphone, o ancora lo smart wallet che ti avvisa della sua posizione se lo dimentichi a casa o al ristorante, la smart bike, lo smart watch, la smart home

internet of things project ara

Qualunque cosa sta diventando smart, evolvendo ulteriormente le potenzialità dei nostri smartphone.

Lo smartphone modulare

L’idea probabilmente non è di Google, ma avendone colto le potenzialità e avendo i mezzi per portarla avanti hanno iniziato una serie di acquisizioni di brevetti dal 2011 al 2013, decisamente precoce. La fase di studio e lavoro pratico incomincia invece il 1 Aprile dello stesso anno. I dipendenti avranno pensato ad uno dei classici scherzi in stile Mountain View, e invece non si scherzava affatto, anzi avrebbero lavorato insieme ai creatori di Phoneblocks, primo progetto reale di telefono modulare nato su Kickstarter e sicuramente ancora primitivo, ma appunto ricco di potenziale.

Nel Google IO 14 viene presentato un primo concept di Poject Ara, ma ottenne un pessimo risultato bloccandosi sul palco. Nel 2015 un secondo tentativo di successo, in cui si poteva notare come un telefono assemblato senza fotocamera, venisse liberato da un modulo, sostituito con un modulo appunto per le foto, e fosse pronto a scattare dopo soli 5 secondi dall’inserimento.

ARA store: prezzi e date

L’obiettivo di Google non era solo fare un telefono modulare, ma fare IL telefono modulare, per evitare o direttamente azzerare la concorrenza. Ha già chiarito di voler fare uno smartphone per 7 miliardi di persone. Infatti Project Ara sarà presentato inizialmente con due modelli: mini e medium, ciascuno dei quali avrà diverse impostazioni per l’incastro come si vede nell’immagine, in modo da accontentare ogni tipologia di utente.

misure project ara google

Si avrà quindi sia l’impostazione full screen, sia con 1 o 2 casse, sopra o sotto, sia con il tastierino fisico per entrambi i modelli, il cui costo base relativo al Grey Phone sarà attorno ai 50$. Il resto dipenderà da quali moduli comprerete e da quanti ne vorrete di scorta.

Già disponibile ai developer, la data di rilascio è stata promessa entro il 2017, quindi nonostante non fosse parte del Google IO 16 sarà comunque presentato entro fine anno, e magari già disponibile sugli scaffali prima di Natale

I moduli si dividono in frontali e posteriori. I frontali comprendono schermo, tastierino, e modulo telefonico per la ricezione e trasmissione della voce, con il sensore di prossimità e ciò che necessitiamo per telefonare. Quest’ultimo può anche essere integrato nel modulo schermo. Quelli posteriori sono presenti in diversi formati: 1×1, 2×1, 1×2 e 2×2, tali da incastrarsi alla perfezione negli spazi preposti.

Questi componenti saranno sempre più vari, e proprio questo era l’obiettivo di Google. Come ha fatto per il Play Store, ha creato una piattaforma open source per lo sviluppo di applicazioni accessibile a tutti, ampliando di molto le possibilità lato software. Stessa cosa accadrà per i moduli, che dovranno ovviamente rispettare gli standard di Project Ara ed entreranno in uno store dedicato, azzardiamo Ara Store, e saranno stampabili in 3D da altre aziende con le giuste tecnologie, e soprattutto saranno customizzabili in colori, forme e aspetto, estremizzando la personalizzazione sia estetica che pratica.

Infinite possibilità

project ara telefono modulare google
non deve essere per forza così brutto

Se lo scheletro dello smartphone sarà solo un sofisticato connettore, occorrerà aggiungervi i moduli base per schermo e telefonia, wifi, processore, fotocamera e batteria.  Speriamo nell’adozione di batterie del futuro con tecnologie all’avanguardia per migliorarne la durata, la resistenza e la velocità, ma se così non fosse nessun problema, si compra un nuovo modulo, magari migliore del precedente.

Oggi molti smartphone permettono il cambio di batteria, ma molti produttori iniziano a preferire la batteria non removibile. Per questo Project Ara torna a far felici gli utenti, e la batteria è solo l’inizio.

Volume troppo basso? Si avranno decine di moduli cassa tra cui scegliere, di diverse dimensioni e potenze. Stesso vale per la fotocamera, 5,13,25 MPxl, focus migliorato, visore notturno, flash più potente, e così via. Il telefono non è abbastanza potente? Non dovrete comprare un nuovo telefono, basterà aggiornare il processore, o aggiungerne un altroLo schermo si rompe? Semplicemente comprate un nuovo schermo. Senza assistenza e lunghi periodi di attesa per la riparazione.

E il vantaggio non è solo poter aggiustare il telefono in autonomia, non è solo poterlo personalizzare sia esteticamente che funzionalmente, ma anche e soprattutto poter avere più moduli per adattare il nostro smartphone modulare alle necessità.

  • Usciamo per fare una corsetta? Inseriamo i moduli sportivi che abbiamo comprato, magari con l’aggiunta di una fotocamera migliore per immortalare il panorama e di una bussola e GPS.
  • Usciamo con gli amici il sabato sera? Ci va una connessione potente, delle casse più grandi e perchè no, un modulo con delle caramelle da distribuire alla compagnia, e magari l’NFC per pagare senza portafogli.
  • Se siamo a casa possiamo mettere un doppio processore per gustarci al meglio l’esperienza di gioco, e se ci vogliamo esercitare con uno strumento ci saranno i moduli dedicati alla registrazione professionale.

Non possiamo continuare a elencare le possibilità, perchè per quanto vaste sono ancora limitate dalla novità. Attendiamo con ansia l’arrivo di Project Ara per scoprire quali interessanti e innovativi moduli ci riserverà il futuro, che riporteranno gli smartphone dal digitale all’analogico. Per concludere vi lasciamo al nuovo video di presentazione:

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